Benvenuti nel mio mese preferito, il mese in cui lentamente iniziano a cadere le foglie, a cambiare colore; il mese in cui nell’aria comincia a sentirsi l’odore della cannella. Benvenuti a settembre.
Non so spiegare esattamente il momento in cui me ne accorgo. Forse è una mattina in cui apro la finestra e l’aria è diversa. È più fresca, più leggera, profuma quasi di bosco anche se vivo lontano dalle montagne. Oppure è quando, entrando in libreria, mi ritrovo a rallentare il passo senza un motivo preciso, sfiorando con la mano le copertine appena arrivate sugli scaffali.
Per molti settembre è il mese del rientro, il mese in cui tutto ricomincia, a volte anche più che a gennaio. Per me è sempre stato il mese dei libri.
Non perché durante l’estate si legga meno, anzi. Ma perché è proprio adesso che sento nascere quella voglia irresistibile di ricominciare una storia. Una di quelle che ti fanno venire voglia di preparare una tazza di tè prima ancora di girare la prima pagina.
Interrompo l’articolo per raccontarvi un piccolo aneddoto. Quando andavo a scuola ero la prima a comprare i libri perché volevo sfogliarli, leggerli e annusarli prima che le lezioni iniziassero, prima di doverli studiare “per forza”, volevo prima godermi la magia dei nuovi libri che mi avrebbero accompagnato durante l’anno.
Perché settembre ci fa venire voglia di leggere?
Ed è curioso pensare che, in fondo, settembre sia sempre stato il mese dei nuovi inizi. Il suo nome deriva dal latino septem, “sette”, perché nell’antico calendario romano era il settimo mese dell’anno. Dopo il raccolto iniziava un nuovo ciclo: ci si preparava all’autunno, si metteva ordine nelle case, si conservavano i frutti dell’estate e si guardava avanti con la tranquillità di chi aveva costruito qualcosa durante i mesi precedenti.
Forse è per questo che ancora oggi, senza nemmeno rendercene conto, a settembre sentiamo il bisogno di ricominciare.
Compriamo un’agenda nuova anche se quella vecchia ha ancora pagine bianche. Sistemiamo la scrivania. Facciamo spazio negli armadi. Ci promettiamo nuove abitudini. E quasi sempre entriamo in libreria con la scusa di “dare solo un’occhiata”, sapendo benissimo che usciremo con almeno un libro sotto braccio.
Non credo sia una coincidenza.
Anche il mondo dell’editoria sembra seguire questo ritmo. Dopo l’estate arrivano moltissime delle uscite più attese dell’anno, le librerie si riempiono di novità e i lettori ricominciano a cercare quella storia capace di accompagnarli verso l’autunno. È come se settembre ci ricordasse che ogni stagione ha i suoi profumi, i suoi colori… e anche i suoi libri.
I libri hanno il profumo dell’autunno
Se chiudo gli occhi e penso a settembre, non vedo ancora gli alberi completamente rossi o arancioni. Vedo quella fase di passaggio in cui il verde lascia lentamente spazio alle prime sfumature dorate. La luce entra dalla finestra con un’inclinazione diversa, le giornate sono ancora abbastanza lunghe per leggere qualche pagina sul balcone, ma la sera arriva quel fresco che ti fa cercare una coperta leggera da mettere sulle gambe.
È un mese fatto di mezze stagioni e di piccoli gesti. Una candela accesa mentre fuori inizia a piovigginare. Il rumore dell’acqua che bolle per preparare una tisana. Un maglione morbido tirato fuori dall’armadio. Il segnalibro dimenticato tra le pagine di un romanzo iniziato mesi prima.
Sono dettagli semplici, eppure hanno il potere di rallentare il tempo.
Proprio questo amo dei libri a settembre: non chiedono nulla. Non pretendono di portarci lontano per forza. Ci ricordano che si può viaggiare anche restando fermi, che una storia può avere il profumo della cannella, il rumore della pioggia contro i vetri o il silenzio di un bosco nelle prime ore del mattino.
Rallentare è il nuovo viaggio
In un periodo in cui sembra quasi obbligatorio ripartire più veloci di prima, settembre mi insegna l’esatto contrario. Mi ricorda che non c’è fretta. Che possiamo concederci il lusso di leggere lentamente, senza contare le pagine.
Di fare una passeggiata nel parco sotto casa invece di inseguire continuamente una nuova destinazione. Di preparare una ricetta che richiede tempo. Di lasciare il telefono in un’altra stanza per un’ora. Di respirare davvero.
Ed è proprio da questa sensazione che nasce questo numero di Capitoli in Valigia Magazine.
Non troverai classifiche dei luoghi da visitare entro la fine dell’anno, né itinerari frenetici da spuntare uno dopo l’altro. Troverai invece libri che sanno di autunno, ricette da preparare con calma, piccoli rituali per prenderti cura di te, angoli d’Italia dove rallentare e pagine pensate per accompagnarti in quella stagione speciale in cui tutto sembra ricominciare, ma senza fare rumore.
Per inaugurare una nuova tradizione della rivista, da questo numero troverai anche il Libro del mese: uno spazio dedicato a una lettura che, secondo me, riesce a racchiudere l’anima del periodo che stiamo vivendo. Non sarà necessariamente il libro più famoso o il bestseller del momento, ma quello che meglio saprà accompagnarci durante quel mese, come farebbe un buon amico.
Per settembre non potevo che scegliere The Pumpkin Spice Café: una storia accogliente, fatta di atmosfere calde, piccole comunità e giornate che profumano di caffè e spezie. Il modo perfetto per dare il benvenuto all’autunno.
I libri che sanno di autunno
Ogni stagione ha le sue storie. L’estate profuma di mare e avventura, l’inverno di fiabe raccontate davanti al camino. L’autunno, invece, ha il sapore delle pagine lette lentamente, del tè caldo che si raffredda accanto al divano e della pioggia che accompagna il rumore delle parole.
I libri che tornano ogni settembre
Ci sono libri che leggiamo una volta e restano sugli scaffali. E poi ci sono quelli che, senza nemmeno rendercene conto, ritornano ogni anno a settembre. Non perché raccontino l’autunno in modo esplicito, ma perché hanno lo stesso ritmo di questa stagione: lento, gentile, fatto di piccole cose che sembrano insignificanti e invece riescono a scaldare il cuore.
Ogni volta che sento il bisogno di rallentare, mi ritrovo a sfogliare Quel che affidiamo al vento di Laura Imai Messina. È uno di quei romanzi che insegnano ad ascoltare il silenzio, a dare valore ai ricordi e a capire che anche i gesti più semplici possono custodire un significato profondo. È una lettura che non alza mai la voce, ma riesce comunque a lasciare il segno.
Quando invece ho voglia di una storia che mi faccia compagnia in un pomeriggio di pioggia, torno spesso a Finché il caffè è caldo. C’è qualcosa di incredibilmente rassicurante nel suo modo di raccontare il tempo, gli incontri e le seconde possibilità. È uno di quei libri che ti fanno venire voglia di preparare una bevanda calda e leggere ancora un capitolo, anche quando fuori inizia a fare buio.
E poi c’è La libreria Morisaki, un piccolo inno al potere delle librerie e dei libri usati. Mi ricorda che, a volte, basta perdersi tra gli scaffali giusti per ritrovare un po’ anche sé stessi. È una storia delicata, piena di umanità, che sa raccontare la bellezza delle cose semplici senza bisogno di effetti speciali.
Forse è proprio questo il filo invisibile che lega queste letture. Nessuna rincorre l’azione a tutti i costi. Nessuna ha fretta di arrivare alla fine. Sono libri che invitano a rallentare, ad assaporare ogni pagina e a vivere la lettura come un piccolo rifugio. E forse è anche per questo che, quando arriva settembre, sono sempre loro i primi a bussare alla porta.
E adesso sono curiosa di conoscere anche il tuo autunno.
Qual è il libro che, ogni settembre, ti fa venire voglia di preparare una tazza di tè e rallentare? Raccontamelo nei commenti del magazine oppure su Instagram: mi piacerebbe raccogliere i vostri consigli e magari trovare, tra le vostre storie, il prossimo Libro del mese.
Adesso mettiti comodo. Versa una tazza di tè, di caffè o di cioccolata calda, scegli l’angolo più tranquillo della casa e sfoglia queste pagine senza fretta.
Perché i viaggi più belli non iniziano sempre da una stazione o da un aeroporto.
A volte iniziano semplicemente aprendo un libro.

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