Ci sono luoghi in cui entriamo perché dobbiamo comprare qualcosa. E poi ci sono le librerie. Noi cosiddetti “book Worms” non entriamo nelle librerie per comprare obbligatoriamente qualcosa, che poi ne usciamo con altri 10/20 libri da aggiungere alla TBR è un altro conto….
Ma oggi voglio parlarci di qualcosa di diverso….di quelle librerie in cui varchiamo la soglia anche quando sappiamo benissimo che, probabilmente, usciremo a mani vuote. O almeno è quello che ci ripetiamo ogni volta. Poi succede sempre la stessa cosa: iniziamo a sfogliare un libro, ne prendiamo un secondo, leggiamo una quarta di copertina e, senza quasi accorgercene, ci ritroviamo alla cassa con un sacchetto in mano e il sorriso di chi ha appena trovato qualcosa che non stava nemmeno cercando.
Mi sono chiesta tante volte perché succeda.
Perché una libreria riesca a farmi sentire così bene, anche nei giorni in cui non ho nessuna intenzione di acquistare un libro. La risposta non l’ho trovata tutta insieme. È arrivata poco alla volta, entrando in librerie grandi e piccole, in Italia e durante i miei viaggi.

Un rifugio dal rumore del mondo
Viviamo in giornate piene di notifiche, appuntamenti, schermi e rumori. Corriamo da una parte all’altra con la sensazione di dover sempre fare qualcosa. E poi, all’improvviso, apriamo la porta di una libreria.
Il rumore della strada rimane fuori.
Dentro ci sono soltanto pagine che frusciano, persone che camminano lentamente tra gli scaffali e quella strana sensazione di poter finalmente respirare con calma.
Credo che sia questo il primo motivo per cui le librerie ci fanno sentire a casa. Non ci chiedono niente. Non ci obbligano a comprare, a decidere in fretta o a correre verso l’uscita. Ci concedono il lusso di rallentare.
Il piacere di perdersi tra gli scaffali
Quando viaggio c’è una cosa che faccio quasi sempre, ancora prima di cercare un museo o un monumento. Entro in una libreria.
Non importa se i libri sono scritti in una lingua che non conosco. Mi piace osservare le copertine, immaginare le storie che custodiscono, scoprire quali autori occupano gli scaffali e vedere come ogni città racconta sé stessa attraverso i libri.
È un modo diverso di conoscere un luogo.
Le librerie indipendenti, soprattutto, hanno una personalità tutta loro. Non sono mai identiche. Ognuna riflette i gusti di chi la gestisce, le passioni del quartiere in cui si trova e le persone che ogni giorno entrano semplicemente per chiedere un consiglio o scambiare due parole.
Ed è forse proprio questa autenticità che le rende così speciali.
L’odore della carta e i ricordi che porta con sé
Si dice spesso che i libri abbiano un profumo particolare. E credo sia vero.
Ma non penso sia soltanto l’odore della carta o dell’inchiostro.
Credo che ogni libreria abbia il profumo dei ricordi che custodisce.
Quello del primo libro comprato con i propri risparmi. Del romanzo regalato da una persona importante. Delle ore passate a leggere sotto una coperta mentre fuori pioveva. Delle vacanze in cui un libro è diventato il compagno di viaggio perfetto.
Forse è per questo che, appena entro in una libreria, mi sento immediatamente tranquilla. Come se il tempo rallentasse e tutto tornasse al posto giusto.

Le librerie indipendenti hanno un’anima
C’è una differenza sottile tra entrare in una grande catena e varcare la soglia di una piccola libreria indipendente.
Nelle librerie indipendenti non trovi soltanto libri. Trovi persone che li hanno scelti uno a uno. Librai che conoscono gli scaffali come fossero il salotto di casa loro. Consigli dati con entusiasmo sincero. Piccoli angoli lettura. Tavoli dedicati ai romanzi del cuore. Biglietti scritti a mano con una recensione personale.
È come entrare nella casa di qualcuno che ama profondamente leggere e che, per qualche minuto, decide di condividere con te quel mondo.
E forse è proprio questo il significato di sentirsi a casa: trovare un luogo in cui nessuno ti conosce davvero e, nonostante questo, sentirti comunque nel posto giusto.
Perché continuerò sempre a cercarle
Ogni volta che organizzo un viaggio, tra i luoghi che salvo sulla mappa ce n’è quasi sempre uno che non compare nelle classifiche delle attrazioni più famose: una libreria.
Perché sono convinta che una città si possa conoscere anche attraverso gli scaffali che custodisce, le storie che sceglie di raccontare e le persone che ogni giorno si fermano a sfogliare un libro senza avere fretta.
È lì che, spesso, riesco a cogliere il lato più autentico di un luogo.
Ed è anche per questo che, in Capitoli in Valigia, le librerie avranno sempre uno spazio speciale.
Perché non sono semplicemente negozi.
Sono rifugi.
Sono luoghi in cui il tempo rallenta.
Sono il promemoria che, anche nelle giornate più frenetiche, esiste ancora un posto dove basta aprire un libro per sentirsi, almeno per un po’, a casa.
E tu, hai una libreria del cuore?
C’è una libreria in cui entri ogni volta che ne hai l’occasione? Un luogo che, appena varchi la soglia, ti fa sentire immediatamente bene?
Raccontamelo nei commenti oppure su Instagram. Sono sempre alla ricerca di librerie indipendenti da visitare durante i miei viaggi e chissà… magari il tuo consiglio finirà in uno dei prossimi numeri di Capitoli in Valigia Magazine.

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