Prima di partire per Madrid avevo riempito Google Maps di piccoli segnaposto. Musei, mercati, ristoranti, vie particolari e, naturalmente, librerie. Quando organizzo un viaggio succede quasi sempre così: accanto ai monumenti più famosi salvo quei luoghi che sembrano raccontare qualcosa di più intimo della città, posti che non si visitano soltanto per vedere qualcosa, ma per provare una sensazione.

Tra quei segnaposto ce n’era uno dedicato a una libreria indipendente di Madrid. Avevo deciso di andarci apposta, quindi non posso dire di averla scoperta per caso. Avevo controllato la posizione, osservato qualche fotografia e inserito la visita nel mio itinerario. Pensavo di sapere più o meno cosa avrei trovato: una piccola libreria particolare, qualche scaffale pieno di volumi e forse un angolo suggestivo da fotografare.

La realtà, però, era completamente diversa da come l’avevo immaginata.

Un’insegna semplice nel cuore di Madrid

Camminando lungo la strada ho alzato lo sguardo e ho visto quell’insegna. Una sola parola, scritta in grandi lettere nere su uno sfondo bianco: LIBROS.

https://maps.app.goo.gl/uCk7YNLo4nH9oFo48

Non aveva bisogno di altro. Nessuna frase studiata per attirare l’attenzione, nessuna vetrina perfetta o decorazione costruita apposta per essere fotografata. Soltanto quella parola, sospesa sopra il marciapiede, mentre intorno continuava a scorrere la vita di Madrid. Le persone camminavano, i palazzi riflettevano la luce e il rumore della strada riempiva l’aria, ma il mio sguardo era rimasto fermo lì.

Quella libreria era uno dei luoghi che avevo segnato prima di partire e finalmente ero arrivata davanti alla sua porta. Eppure non avevo ancora idea di quanto mi avrebbe sorpresa.Una sola parola sopra le strade di Madrid: “LIBROS”. A volte basta un’insegna così semplice per anticipare l’inizio di una scoperta.

A volte basta una sola parola per cambiare il percorso di una giornata. A Madrid, quella parola era “Libros”.

Due gatti ad accoglierti tra i libri

Appena entrata, prima ancora di riuscire a osservare gli scaffali, ho incontrato i veri padroni di casa: due gatti bellissimi.

Erano lì, perfettamente a loro agio, come se accogliere lettori e curiosi facesse parte della loro giornata. Si muovevano tranquilli tra i libri e gli arredi, senza sembrare minimamente disturbati dalle persone che entravano. In quel momento la libreria ha smesso subito di sembrarmi un semplice negozio. Aveva qualcosa di vivo, domestico e profondamente autentico.

La presenza dei gatti rendeva tutto ancora più speciale. Sembravano appartenere a quel posto quanto gli scaffali, la carta e il legno. Erano parte dell’atmosfera, come se una libreria così non potesse esistere senza due piccoli custodi silenziosi pronti ad accompagnarti all’interno.

Credo che siano stati proprio loro a farmi rallentare per la prima volta. Sono entrata pensando di dare un’occhiata e continuare il mio itinerario, ma dopo pochi minuti avevo già dimenticato completamente l’orologio.

Una libreria molto più grande di quanto immaginassi

Dopo essermi lasciata conquistare dai due gatti, ho finalmente alzato lo sguardo e ho osservato il resto della libreria. È stato allora che ho capito quanto le fotografie viste prima di partire fossero riuscite a raccontare soltanto una piccolissima parte di quel luogo.

Da fuori non avrei mai immaginato che fosse così grande. Non si trattava di una stanza con alcuni scaffali, ma di uno spazio immenso, ricco di angoli, corridoi e ambienti che sembravano continuare uno dopo l’altro. Ogni volta che pensavo di essere arrivata alla fine compariva un nuovo passaggio, un’altra parete coperta di libri, un tavolo pieno di volumi oppure un angolo che meritava di essere osservato con calma.

Gli scaffali salivano verso l’alto e sembravano contenere storie sufficienti per molte vite. C’erano libri ordinati con cura e altri impilati sui tavoli, copertine consumate, vecchie edizioni, fotografie, stampe e oggetti che contribuivano a creare un’atmosfera sospesa nel tempo. Non era un ambiente freddo o perfetto, ma un luogo vissuto, pieno di dettagli e di quella leggera confusione che soltanto le librerie più vere riescono a trasformare in bellezza.

Camminavo lentamente, passando lo sguardo da uno scaffale all’altro, con la sensazione che avrei potuto trascorrere lì dentro un intero pomeriggio senza riuscire a vedere davvero tutto. La luce era più morbida rispetto a quella della strada e il rumore di Madrid sembrava essersi fermato fuori dalla porta. Dentro restavano il fruscio delle pagine, le voci basse delle persone e i passi discreti dei gatti.

Quando la realtà supera quello che avevi programmato

Ciò che mi è rimasto più impresso è proprio il contrasto tra ciò che avevo programmato e quello che ho trovato. Avevo salvato la libreria su Maps perché mi sembrava interessante e pensavo che sarebbe stata una delle tante tappe della giornata. Non immaginavo che sarebbe diventata uno dei ricordi più vivi del mio viaggio a Madrid.

È una delle cose che amo di più quando viaggio: puoi preparare un itinerario nei minimi dettagli, controllare le distanze e scegliere in anticipo i luoghi da visitare, ma non puoi programmare completamente ciò che proverai quando sarai davvero lì.

Non potevo prevedere il sorriso davanti ai due gatti, lo stupore nel rendermi conto di quanto fosse grande la libreria o la voglia di continuare a esplorarla senza preoccuparmi della tappa successiva. Non potevo sapere che, una volta tornata a casa, avrei ricordato così chiaramente la luce tra gli scaffali, i tavoli pieni di libri e quella sensazione di essere entrata in un luogo molto più grande all’interno di quanto lasciasse intuire la sua facciata.

È per esperienze come questa che continuo a cercare librerie indipendenti durante i miei viaggi. Posso trovare i loro indirizzi prima di partire e inserirli nel percorso, ma ciò che custodiscono rimane sempre una sorpresa.

Madrid si racconta anche attraverso le sue librerie

Madrid è una città intensa, piena di piazze, musei, mercati e strade in cui sembra esserci sempre qualcosa da osservare. È una città che si muove velocemente, ma che conserva anche spazi in cui il tempo assume un ritmo diverso.

Le sue librerie sono tra questi luoghi.

Entrare in una libreria indipendente a Madrid significa scoprire un lato più intimo della capitale spagnola. Tra gli scaffali non trovi soltanto libri, ma anche il carattere del quartiere, i gusti di chi ha scelto quei titoli e il rapporto che la città continua ad avere con la lettura. Ogni libreria possiede una propria voce e non potrebbe essere trasferita altrove senza perdere qualcosa della sua identità.

Lo avevo già percepito passeggiando lungo la Cuesta de Moyano, con le sue casette verdi e i libri usati esposti all’aperto, ma all’interno di questa libreria la sensazione è diventata ancora più forte. Madrid non considera i libri semplicemente degli oggetti da acquistare. Li lascia vivere nelle strade, nei quartieri, nei negozi e negli spazi in cui le persone possono incontrarsi, curiosare e rallentare.

Forse è proprio per questo che una libreria può raccontare una città quanto un monumento. Un palazzo ci mostra la sua storia, un museo conserva la sua arte, mentre una libreria rivela ciò che le persone continuano a leggere, cercare e immaginare.

Il ricordo che ho portato a casa

Non ricordo ogni singolo titolo che ho sfiorato quel giorno e nemmeno l’ordine preciso delle stanze. Ricordo però la sensazione di meraviglia provata quando mi sono resa conto che il luogo continuava oltre ciò che avevo visto entrando.

Ricordo i due gatti, tranquilli tra gli scaffali, come se quel labirinto di libri fosse da sempre la loro casa. Ricordo il legno scuro, le pile di volumi, la luce calda e la voglia di fermarmi ancora un po’. Ricordo soprattutto quanto fosse bello essere sorpresa da un posto che avevo scelto e programmato in anticipo.

Spesso pensiamo che la sorpresa appartenga soltanto alle deviazioni improvvise e ai luoghi scoperti per caso. Questa libreria mi ha ricordato che non è sempre così. Possiamo sapere esattamente dove stiamo andando e rimanere comunque senza parole davanti a ciò che troviamo.

È questo il ricordo che mi sono portata via da Madrid: una semplice insegna vista dalla strada, due gatti ad accogliermi e un’intera libreria che sembrava non finire mai.

Perché alcune città si visitano seguendo una mappa, ma si ricordano attraverso le emozioni che non avevamo previsto.


Informazioni utili per visitare le librerie indipendenti di Madrid

Prima di partire, ti consiglio di salvare su Google Maps le librerie che vorresti visitare e di inserirle nel percorso in base ai quartieri che esplorerai. Madrid è una città molto grande e organizzare le tappe in anticipo permette di raggiungere anche quei luoghi che si trovano lontano dagli itinerari turistici più classici.

Non limitarti però alle fotografie e alle recensioni viste online. Lascia sempre abbastanza tempo per entrare, osservare gli scaffali e scoprire gli spazi con calma, perché alcune librerie sono molto più grandi e ricche di quanto appaiano dall’esterno.

Controlla gli orari aggiornati prima della visita, soprattutto nei fine settimana e durante le festività, e ricorda che nelle librerie indipendenti è sempre meglio chiedere il permesso prima di fotografare gli interni o gli animali presenti.

Se ami i luoghi letterari, puoi abbinare questa esperienza alla visita della Cuesta de Moyano, del Barrio de las Letras e del Parco del Retiro, costruendo un itinerario dedicato alla Madrid dei libri.


E tu cerchi le librerie quando viaggi?

Quando visiti una nuova città, salvi anche tu librerie e luoghi letterari sulla mappa oppure preferisci scoprirli passeggiando senza un programma preciso?

Raccontami nei commenti qual è la libreria che ti ha sorpreso più di tutte o scrivimi su Instagram: sono sempre alla ricerca di nuovi luoghi pieni di libri da inserire nei prossimi viaggi e nelle pagine di Capitoli in Valigia Magazine.

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