Non sono mai stata a Salem. Eppure è uno di quei posti che ho la sensazione di conoscere da sempre.

Il suo nome è comparso così tante volte nei libri, nei film e nelle storie sulle streghe che nella mia testa Salem ha già un’immagine precisa: ottobre, le foglie che ricoprono le strade, le vecchie case del New England, le zucche davanti alle porte e quell’atmosfera un po’ inquietante che, non so voi, ma a me fa venire immediatamente voglia di preparare una valigia.
Salem è nella mia lista dei viaggi da fare almeno una volta nella vita. Ma c’è una cosa che mi ha sempre colpita di questa città e oggi andiamo a Salem per cercare le streghe.

Trecento anni fa, essere chiamata strega poteva costarti la vita. Ed è un contrasto enorme. Oggi invece ci sono ragazzi da tutto il mondo che si vestono da streghe e stregoni! è quasi “cool” essere considerato “magico“.
Ma perché voglio portarvi in quella che oggi è diventata una delle città simbolo di Halloween anche se non ci sono mai stata? Questa città porta con sé una storia fatta di paura, accuse e persone realmente esistite che pagarono un prezzo altissimo per qualcosa che non avevano fatto, e questo si sposa benissimo a mio parere con il mese di ottobre.
Ottobre su Capitoli in Valigia sarà il mese delle streghe. Parleremo di leggende, libri, luoghi da visitare e arriveremo persino in un piccolo borgo italiano che con Salem ha molto più in comune di quanto potremmo immaginare.
Ma il nostro viaggio non poteva che iniziare dalla città che, più di qualsiasi altra, è diventata sinonimo di streghe.
Salem.
Scopriamo cosa accadde davvero, cosa appartiene alla leggenda e cosa resta oggi di quella storia che, più di tre secoli dopo, continua ad affascinare il mondo.
Prima di tutto: dove siamo?
Salem si trova nel Massachusetts, sulla costa del New England, poco più di 20 chilometri a nord di Boston.
Una posizione che la rende anche relativamente semplice da inserire in un viaggio negli Stati Uniti: da Boston si può raggiungere in treno, auto e persino via mare con il traghetto stagionale.
Ma per capire davvero Salem dobbiamo dimenticare per qualche minuto Halloween, le zucche e i cappelli da strega.
E tornare indietro fino al 1692.
Salem, 1692: quando tutto ebbe inizio
Quella che oggi chiamiamo genericamente Salem era allora una comunità puritana profondamente religiosa.
La vita era regolata da convinzioni molto rigide e la paura del demonio e della stregoneria era assolutamente reale.
È in questo contesto che, all’inizio del 1692, alcune giovani ragazze cominciarono a manifestare comportamenti considerati inspiegabili: urla, convulsioni e movimenti insoliti.
Oggi potremmo cercare decine di spiegazioni.
All’epoca ne venne trovata una molto diversa.
Stregoneria.
Cominciarono le accuse.
Prima contro poche persone.
Poi contro altre.
E poi ancora altre.
In pochissimo tempo la paura si diffuse nella comunità e quella che era iniziata come una serie di episodi apparentemente inspiegabili si trasformò in una vera caccia alle streghe.
Alla fine più di 200 persone vennero accusate di stregoneria.
Trenta furono giudicate colpevoli e diciannove vennero impiccate.
Un uomo, Giles Corey, morì dopo essere stato sottoposto a una terribile tortura: pesanti pietre furono progressivamente posizionate sul suo corpo nel tentativo di costringerlo a dichiararsi colpevole o innocente.
Altre persone morirono in prigione.
Numeri che fanno uno strano effetto quando pensiamo che oggi Salem vende tazze con streghette che volano sulle scope.
Perché dietro quella strega diventata ormai il simbolo della città ci sono persone realmente esistite.
Ma le streghe di Salem erano davvero streghe?
Questa probabilmente è la cosa più importante da ricordare quando parliamo di Salem.
No.
Le persone condannate non erano “streghe” nel senso in cui oggi utilizziamo questa parola e non esistono prove che praticassero magia o rituali.
Erano persone accusate di esserlo.
Dietro alla vicenda c’erano superstizione e paura, ma anche tensioni religiose, conflitti tra famiglie, rivalità e problemi sociali che contribuirono a creare un ambiente nel quale bastava un’accusa per finire coinvolti.
Ed è proprio qui che la Salem reale comincia a separarsi da quella che conosciamo attraverso film e racconti.
La storia delle streghe di Salem, in realtà, è soprattutto la storia delle vittime di Salem.
Una piccola curiosità: non successe tutto nella Salem di oggi
E qui arriva una delle cose che ho scoperto informandomi sulla città e che trovo interessantissima.
Quando diciamo “processi alle streghe di Salem” immaginiamo automaticamente che tutto sia avvenuto nelle strade della Salem che possiamo visitare oggi.
In realtà molti degli eventi iniziali ebbero luogo a Salem Village, un insediamento distinto dalla vicina Salem Town.
Salem Village corrisponde in gran parte all’attuale Danvers.
Salem Town, invece, è la Salem che conosciamo oggi.
È uno di quei dettagli che rendono questa storia ancora più interessante perché dimostra quanto l’immaginario collettivo, nel corso dei secoli, abbia finito per condensare una vicenda molto più complessa in un unico luogo e in un unico nome.
Salem.
Dalla tragedia alla città delle streghe
Ed è qui che nasce il contrasto che mi affascina di più.
Perché Salem oggi non cerca affatto di nascondere la propria fama.
Al contrario.
L’ha completamente abbracciata.
Passeggiando per la città troviamo streghe sulle insegne, negozi dedicati alla magia e all’occulto, tour dei fantasmi, musei, letture dei tarocchi, librerie esoteriche e una quantità probabilmente incalcolabile di souvenir a tema.

Persino l’emblema della polizia locale utilizza l’immagine di una strega sulla scopa.
In qualche modo Salem ha trasformato qualcosa che per secoli ha rappresentato una pagina terribile della propria storia in una parte della propria identità contemporanea.
Ed è una trasformazione che può sembrare quasi strana.
Finché non iniziamo a scoprire la città.
Perché accanto alla Salem più commerciale esiste ancora una Salem che cerca di raccontare e ricordare quello che accadde realmente.
La Witch House: una delle immagini simbolo di Salem
Se avete mai cercato fotografie di Salem, molto probabilmente l’avete già vista.
Una casa scura, con la facciata austera e quell’aspetto che sembra praticamente creato apposta per una storia di streghe.
È la Witch House.
Ma il suo vero nome è Jonathan Corwin House.
Jonathan Corwin fu uno dei magistrati coinvolti nei processi del 1692 e la sua abitazione è oggi uno dei pochi edifici ancora esistenti a Salem direttamente collegati a quegli eventi.
E forse è proprio questo a renderla tanto affascinante.
Non è una ricostruzione creata per i turisti.
Quella casa appartiene davvero alla storia della città.
Oggi è un museo e permette di conoscere meglio la vita quotidiana del XVII secolo e il contesto nel quale si svilupparono i processi.
Ma ammetto che una delle cose che vorrei fare più di tutte sarebbe semplicemente trovarmi davanti alla Witch House in una giornata d’autunno.
Vecchie pareti scure, cielo grigio, alberi arancioni.
Probabilmente scatterei circa cinquecento fotografie.
Salem Witch Trials Memorial: qui la leggenda si ferma
C’è però un luogo in cui l’atmosfera cambia completamente.
Il Salem Witch Trials Memorial è dedicato alle persone che persero la vita durante i processi.
Il memoriale è volutamente semplice.
Pietre sporgono dalle mura e riportano i nomi delle vittime, le date e il modo in cui morirono.
Niente streghette.
Niente Halloween.
Niente spettacolarizzazione.
Solo nomi.
Ed è probabilmente una delle tappe che considero più importanti in un futuro viaggio a Salem.
Perché dopo aver visto la città che ha trasformato la strega nel proprio simbolo, credo sia fondamentale fermarsi anche davanti ai nomi delle persone da cui tutto ebbe origine.
Old Burying Point Cemetery
Proprio accanto al memoriale si trova l’Old Burying Point Cemetery, conosciuto anche come Charter Street Cemetery.
È uno dei cimiteri più antichi di Salem.
Tra le sue lapidi si trovano personaggi appartenenti alla storia coloniale della città, compreso il giudice John Hathorne, uno dei magistrati coinvolti nei processi.
E no, non è un errore di battitura.
Hathorne.

Il suo pronipote fu lo scrittore Nathaniel Hawthorne, autore de La lettera scarlatta.
Hawthorne aggiunse una “w” al cognome della famiglia e, secondo una delle interpretazioni più diffuse, potrebbe averlo fatto anche per prendere le distanze dal passato del suo antenato.
Un altro piccolo intreccio tra storia e letteratura che rende Salem ancora più interessante.
Una città che sembra fatta apposta per ottobre
E poi arriva la Salem che probabilmente tutti immaginiamo.
Quella autunnale.
Perché se durante il resto dell’anno Salem è una città storica del New England, in ottobre succede qualcosa di completamente diverso.
La città celebra gli Haunted Happenings, una serie di eventi che accompagna praticamente tutto il mese e culmina con Halloween.
Le strade si riempiono.
Le case vengono decorate.
Compaiono zucche ovunque.
Ci sono eventi, tour, spettacoli, mercatini, costumi e iniziative dedicate al mondo del mistero e del soprannaturale.
Per chi ama Halloween deve essere qualcosa di incredibile.
Ma c’è anche il rovescio della medaglia.
Ottobre è il periodo più famoso e affollato dell’anno e organizzare un viaggio proprio in queste settimane significa mettere in conto moltissimi visitatori e la necessità di prenotare con largo anticipo.
Eppure…
Dovendo scegliere quando andare a Salem almeno una volta nella vita, credo che sceglierei comunque ottobre.
Potrei pentirmene mentre cerco di attraversare una strada piena di persone?
Probabilmente.
Ma se devo realizzare il sogno di vedere Salem, voglio vederla con le foglie arancioni e le zucche davanti alle case.
Non solo streghe
La cosa che rischiamo di dimenticare è che Salem non è nata nel 1692 e la sua storia non finisce con i processi.
È una città portuale con un passato importantissimo legato al commercio marittimo.
Una parte di questa storia è raccontata dal Salem Maritime National Historic Site, dove edifici storici, moli e imbarcazioni permettono di scoprire il ruolo che la città ebbe nei commerci americani.
C’è poi la House of the Seven Gables, resa celebre dal romanzo di Nathaniel Hawthorne.

E ci sono le strade del centro storico, le abitazioni del New England, il porto e tutti quei piccoli dettagli che rischiano di passare in secondo piano quando arriviamo con un’unica parola in testa:
streghe.
Forse è proprio questo il motivo per cui Salem mi incuriosisce così tanto.
Andrei per le streghe.
Ma probabilmente finirei per scoprire tutt’altra città.
Storia o leggenda?
Alla fine credo che sia impossibile separare completamente le due cose.
La Salem contemporanea vive proprio nel punto in cui storia, leggenda e immaginario popolare si incontrano.
La storia ci racconta una comunità travolta dalla paura.
La leggenda ha trasformato quelle vicende in racconti di streghe e mistero.
La cultura popolare ha fatto il resto, rendendo Salem una delle capitali mondiali di Halloween.
E oggi possiamo camminare nella stessa giornata davanti a un memoriale dedicato alle vittime del 1692 e, pochi minuti dopo, entrare in un negozio pieno di scope, pozioni e cappelli a punta.
È un contrasto enorme.
Ma è Salem.
Salem è nella mia lista
Non so ancora quando riuscirò ad andarci.
Ma so già che quando succederà vorrei prendermi il tempo per vedere entrambe le sue anime.
Quella più divertente e un po’ teatrale fatta di Halloween, zucche, negozi e storie di fantasmi.
E quella più silenziosa.
Quella delle vecchie case, dei nomi incisi nella pietra e di una storia che merita di essere conosciuta per ciò che è stata davvero.
Perché forse è proprio questo il modo migliore per visitare la città delle streghe:
andare a Salem cercando la leggenda e fermarsi abbastanza a lungo da scoprire la storia.
E il nostro viaggio nel mondo delle streghe è appena cominciato.
Per tutto ottobre continueremo a muoverci tra luoghi reali, processi, leggende e racconti.
E non resteremo soltanto dall’altra parte dell’oceano.
Perché anche in Italia esiste un piccolo borgo arroccato tra le montagne della Liguria che porta ancora addosso il ricordo di un’antica caccia alle streghe.
Lo chiamano la Salem d’Italia.
E naturalmente andremo anche lì. Quindi segui il blog, seguimi su tutti i social e iscriviti alla newsletter per partecipare al nostro viaggio nella Salem Italiana!

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