A questo punto abbiamo fatto due cose.
Siamo arrivati idealmente a Salem e abbiamo scoperto cosa si nasconde dietro la sua fama di città delle streghe.
Adesso, però, voglio fare quello che probabilmente farei davvero se domani qualcuno mi dicesse:
“Prepara la valigia, andiamo a Salem.”
Prenderei una mappa e inizierei a segnare posti.
La Witch House? Ovviamente.
Il memoriale delle vittime? Assolutamente sì.
Una vecchia casa del New England che sembra uscita da un romanzo? Segnata.
Un cimitero del Seicento? Non devo nemmeno rispondere.
E naturalmente vorrei lasciare abbastanza tempo per camminare senza una meta precisa, entrare nei negozi più strani che trovo e fermarmi davanti a ogni casa decorata per Halloween.
Perché dopo aver raccontato la storia di Salem, finalmente possiamo concederci anche la parte più leggera del viaggio.
Quindi oggi facciamo esattamente questo.
Andiamo a Salem.
Non sarà semplicemente una lista di cose da vedere: voglio costruire la giornata come la organizzerei io, cercando di mettere insieme storia, atmosfera e quel pizzico di mistero per cui siamo arrivati fin qui.
Prima domanda: quanto tempo dedicare a Salem?
Se Salem fosse soltanto una tappa all’interno di un viaggio più grande nel New England, un giorno permette già di vedere molte delle attrazioni principali.
Il centro storico è relativamente compatto e diversi luoghi legati ai processi si trovano a poca distanza gli uni dagli altri.
Ma potendo scegliere?
Io rimarrei almeno una notte.
Soprattutto in autunno.
Perché credo che una parte del fascino di Salem inizi proprio quando le visite finiscono, il cielo diventa più scuro e si accendono le luci delle vecchie case.
E poi diciamocelo.
Andare nella città delle streghe e non vederla almeno una volta dopo il tramonto mi sembrerebbe quasi uno spreco.

9:00 – Cominciamo dalla Witch House
Se devo scegliere il posto da cui iniziare il mio primo giorno a Salem, non ho dubbi.
La casa del giudice Jonathan Corwin è probabilmente uno degli edifici più riconoscibili della città.
Scura, austera, con i tetti spioventi e quell’aspetto che sembra quasi troppo perfetto per essere vero.
E invece è proprio qui che la parte estetica di Salem incontra la sua storia.
Jonathan Corwin fu uno dei magistrati coinvolti nei processi del 1692 e la sua abitazione è uno dei pochi edifici ancora presenti in città direttamente collegati a quelle vicende.
Dopo aver dedicato un intero articolo ai processi, credo che entrare qui avrebbe un sapore completamente diverso.
Non guarderei soltanto una bella casa antica.
Penserei alle persone che vivevano in quel periodo, alle loro convinzioni, alle loro paure e a quanto fosse diversa la quotidianità rispetto alla nostra.
E probabilmente, una volta uscita, scatterei quelle cinquecento fotografie che avevo già previsto.
10:30 – Passeggiare per Essex Street
Dopo la parte storica arriva il momento di incontrare la Salem che conosciamo nell’immaginario contemporaneo.
E quindi direzione Essex Street.
È una delle zone più frequentate del centro e qui comincia quella parte del viaggio in cui probabilmente perderei completamente il controllo del programma.
Perché Salem è piena di negozi legati alla magia, all’occulto, alle streghe e naturalmente ad Halloween.
E io vorrei entrare praticamente ovunque.
Libri.
Candele.
Tarocchi.
Cristalli.
Decorazioni.
Souvenir improbabili.
Tazze con streghe.
Qualcosa mi dice che tornerei a casa con una valigia molto più pesante.
Ma al di là dei negozi, questa è anche la parte della giornata in cui semplicemente mi godrei l’atmosfera.
Senza correre da un’attrazione all’altra.
Salem è uno di quei posti che vorrei anche guardare.
11:30 – Salem Witch Trials Memorial
Poi cambierei completamente tono.
Dopo negozi, decorazioni e streghette sulle insegne, raggiungerei il Salem Witch Trials Memorial.
È una tappa che non salterei per nessun motivo.
Il memoriale ricorda le persone uccise durante i processi del 1692 attraverso semplici pietre sulle quali sono incisi i loro nomi.
E forse proprio la sua semplicità è ciò che lo rende così potente.
Dopo aver visto quanto Salem abbia trasformato la figura della strega in parte della propria identità, fermarsi qui significa ricordare da dove nasce realmente quella fama.
Bridget Bishop.
Rebecca Nurse.
John Proctor.
Martha Corey.
Giles Corey.
Nomi che ormai conosciamo.
E che qui smettono definitivamente di essere personaggi di una storia.
12:00 – Old Burying Point Cemetery
Praticamente accanto al memoriale troviamo l’Old Burying Point Cemetery, chiamato anche Charter Street Cemetery.
È uno dei cimiteri più antichi della città.
E sì, mi rendo conto che inserire un cimitero nell’itinerario subito prima di pranzo non è esattamente quello che farebbero tutti.
Ma siamo a Salem.
Direi che possiamo concedercelo.
Qui si trova, tra le altre, la tomba di John Hathorne, uno dei magistrati coinvolti nei processi e antenato dello scrittore Nathaniel Hawthorne.
Le lapidi consumate dal tempo e gli alberi che circondano il cimitero raccontano una Salem molto diversa da quella dei negozi e delle decorazioni di Halloween.
Una Salem che esisteva secoli prima che arrivassero i turisti con i cappelli da strega.
13:00 – Pranzo, possibilmente in modalità autunno
A questo punto avrei bisogno di una pausa.
E se sto visitando Salem in ottobre, sappiamo già come deve essere.
Qualcosa di caldo.
Un posto accogliente.
Possibilmente una finestra da cui guardare le persone passare.
E sicuramente una bevanda alla zucca.
Non perché sia indispensabile.
Ma perché siamo a Salem in autunno e ci sono occasioni in cui bisogna semplicemente accettare il cliché.
Pumpkin spice qualcosa, grazie.
14:00 – The House of the Seven Gables
Dopo pranzo lascerei momentaneamente le streghe per entrare nella Salem letteraria.
La House of the Seven Gables è una dimora storica del XVII secolo diventata famosa grazie a Nathaniel Hawthorne e al suo romanzo La casa dei sette abbaini.
Ed ecco un altro motivo per cui questo posto finirebbe immediatamente nel mio itinerario.
Una casa antica.
Uno scrittore.
Un romanzo.
Una città avvolta dalle leggende.
Era praticamente inevitabile.
La casa permette anche di scoprire qualcosa in più sulla storia della città al di fuori dei processi alle streghe.
Perché, come abbiamo già visto, Salem ha molto altro da raccontare.

15:30 – Salem Maritime National Historic Site
E infatti adesso andiamo verso il mare.
Prima di diventare famosa nel mondo per le streghe, Salem fu un’importante città portuale.
Il Salem Maritime National Historic Site conserva edifici, moli e testimonianze legate al passato marittimo della città.
È probabilmente la tappa meno “witchy” dell’intera giornata.
Ed è proprio per questo che la inserirei.
Perché dopo ore trascorse seguendo la storia del 1692, qui possiamo finalmente vedere Salem da un’altra prospettiva.
Quella di una città che commerciava con luoghi lontanissimi.
Una città di marinai, mercanti e navi.
Una città che esisteva anche fuori dalla caccia alle streghe.
16:30 – Una passeggiata senza programma
Questa parte per me è obbligatoria in praticamente ogni viaggio.
Non fare niente.
O meglio: non avere una meta.
Metterei via Google Maps e inizierei semplicemente a camminare.
Guarderei le case.
Le porte.
I giardini.
Le decorazioni.
Entrerei in una libreria se ne trovassi una.
Mi fermerei davanti alle vetrine.
E se fossimo in ottobre probabilmente inizierei una personale classifica delle case meglio decorate per Halloween.
Perché un viaggio non può essere soltanto una corsa tra punti salvati sulla mappa.
Alcuni dei ricordi più belli nascono proprio nello spazio che lasciamo vuoto tra una tappa e l’altra.
18:00 – Quando Salem comincia a cambiare
Ed è a quest’ora che vorrei essere ancora in città.
Il sole comincia a scendere.
Le luci si accendono.
Le vecchie case diventano improvvisamente un po’ più misteriose.
E quella Salem che durante il giorno può sembrare quasi una cittadina del New England trasformata in un gigantesco parco a tema autunnale cambia completamente atmosfera.
Se dovessi scegliere il momento perfetto per perdermi nuovamente tra le strade del centro, sarebbe questo.
Non ancora notte.
Ma nemmeno più giorno.
Quel momento in cui tutto sembra leggermente diverso.
19:00 – Ghost tour
E naturalmente…
Siamo davvero venuti fino a Salem senza partecipare a un ghost tour?
Io non credo.
Ce ne sono diversi e alcuni si concentrano soprattutto sulle storie di fantasmi, mentre altri cercano di unire folklore e avvenimenti storici.
Personalmente sceglierei proprio questa seconda tipologia.
Perché dopo aver passato la giornata nei luoghi reali della città sarebbe interessante ascoltare cosa è successo alle loro storie nel corso dei secoli.
Dove finisce la storia?
Dove comincia la leggenda?
E soprattutto: quante delle storie di fantasmi che oggi vengono raccontate a Salem sono nate proprio dal bisogno di trasformare un passato doloroso in qualcosa di misterioso?
Poi magari dopo dieci minuti sarei quella che si gira ogni volta che sente un rumore alle proprie spalle.
Dettagli.
Se avete due giorni a Salem
Se potessi fermarmi una seconda giornata, non cercherei semplicemente di aggiungere altre venti attrazioni.
La userei per rallentare.
Visiterei uno dei musei che non sono riuscita a vedere il primo giorno.
Dedicherei più tempo al Peabody Essex Museum, uno dei musei più importanti della città.
Tornerei nei negozi che avevo guardato troppo velocemente.
Mi fermerei in una caffetteria con un libro.
E soprattutto prenderei in considerazione una piccola deviazione.
Perché ormai sappiamo che la storia dei processi non appartiene soltanto alla Salem di oggi.
Danvers: dove iniziò davvero la storia
A pochi chilometri da Salem si trova Danvers.
Nel 1692 era Salem Village.
È qui che vivevano alcune delle persone protagoniste delle prime accuse ed è qui che cominciò gran parte della vicenda.
Per chi vuole approfondire davvero la storia dei processi, quindi, Danvers rappresenta quasi il pezzo mancante del viaggio.
La Salem contemporanea conserva la memoria pubblica e l’immaginario delle streghe.
Danvers ci riporta invece alle origini.
E dopo aver raccontato quello che accadde nel nostro articolo precedente, credo che sarebbe impossibile non pensarci almeno per qualche ora.
E se andiamo a ottobre?
Qui devo fare una precisazione importante.
Salem in ottobre è affollatissima.
Non “ci sarà un po’ di gente”.
Affollatissima.
Halloween è diventato uno degli elementi principali dell’identità turistica della città e durante gli Haunted Happenings arrivano visitatori da ogni parte.
Questo significa che ottobre regala probabilmente la Salem più spettacolare che possiamo immaginare.
Ma richiede organizzazione.
Alloggi, attrazioni ed eventuali tour vanno programmati con anticipo.
E personalmente eviterei di muovermi in auto nel centro durante le giornate più frequentate.
Se l’obiettivo fosse conoscere Salem con calma, probabilmente sceglierei settembre, l’inizio dell’autunno o addirittura un altro periodo dell’anno.
Ma se l’obiettivo fosse vivere la Salem dei miei sogni?
Ottobre.
Senza nemmeno pensarci.
Almeno una volta.
Il mio itinerario perfetto a Salem
Quindi, ricapitolando, la mia prima giornata sarebbe più o meno così:
09:00 – Witch House
10:30 – Essex Street e negozi
11:30 – Salem Witch Trials Memorial
12:00 – Old Burying Point Cemetery
13:00 – Pranzo
14:00 – House of the Seven Gables
15:30 – Salem Maritime National Historic Site
16:30 – Passeggiata libera nel centro
18:00 – Salem al tramonto
19:00 – Ghost tour
E poi?
Probabilmente tornerei in hotel con almeno tre libri, una candela, una tazza con una strega sopra e qualche acquisto di cui non avevo assolutamente bisogno.
Ma questo fa parte del viaggio.
La Salem che vorrei vedere
Dopo aver scritto questi primi articoli, la cosa buffa è che Salem mi incuriosisce ancora più di prima.
All’inizio c’era soprattutto l’immagine.
La città delle streghe.
Halloween.
L’autunno americano.
Adesso, invece, vorrei vedere i luoghi sapendo cosa rappresentano.
Vorrei entrare nella Witch House conoscendo Jonathan Corwin.
Fermarmi davanti al memoriale riconoscendo i nomi.
Passeggiare nel cimitero sapendo chi era John Hathorne.
E poi, una volta fatto tutto questo, concedermi anche la parte più divertente.
Mettermi un cappello da strega?
Possibile.
Bere qualcosa alla zucca?
Inevitabile.
Comprare souvenir inutili?
Praticamente certo.
Perché credo che le due Salem possano convivere.
Possiamo divertirci con la leggenda senza dimenticare la storia.
E forse è proprio questo il viaggio che vorrei fare.
Arrivare nella città delle streghe per tutto ciò che ho immaginato per anni e tornare a casa avendo scoperto molto più di quello che mi aspettavo.
Ma il nostro ottobre stregato adesso cambia completamente scenario.
Lasciamo il Massachusetts.
Torniamo in Italia.
Più precisamente in Liguria, tra le montagne dell’entroterra imperiese, dove esiste un piccolo borgo medievale legato a un’altra terribile caccia alle streghe.
Un paese di carruggi, case di pietra e antiche storie che oggi porta un soprannome piuttosto impegnativo:
la Salem d’Italia.
La prossima tappa è Triora.
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