Dopo aver passato quasi tutto ottobre tra processi, leggende, streghe e vecchie storie, credo sia arrivato il momento di prenderci una piccola pausa.
Niente tribunali del Seicento, niente inquisitori e, almeno per oggi, nessuna donna accusata di aver fatto ammalare una mucca dopo aver litigato con il vicino.
Questa volta voglio tenere soltanto la parte più bella dell’immaginario che abbiamo costruito intorno alle streghe.
La casa nel bosco. Le erbe appese in cucina. Le candele accese quando fuori comincia a fare buio, una pentola sul fuoco, libri sparsi sul tavolo, una passeggiata tra le foglie e magari un gatto nero che ci osserva con aria sospetta.
In altre parole, voglio prendermi una giornata da strega.
Ma niente incantesimi complicati, ingredienti introvabili o rituali mistici.
La mia strega ideale, probabilmente, vive in una casa piena di libri, prepara qualcosa di caldo mentre fuori piove, raccoglie foglie durante le passeggiate e considera perfettamente accettabile andare a letto presto con una tisana.
A pensarci bene, forse non siamo poi così lontane.
Quindi per un giorno dimentichiamo la lista delle cose da fare, mettiamo il telefono un po’ più lontano e proviamo semplicemente a rallentare.
Il nostro rituale cozy di ottobre può cominciare.
8:00 – La giornata inizia lentamente
Lo so che nella vita reale le mattine non iniziano sempre con una candela accesa, una tazza fumante e la luce perfetta che entra dalla finestra.
Molto più spesso iniziano con una sveglia che suona troppo presto e la ricerca disperata del caffè.
Ma oggi stiamo immaginando una giornata diversa.
Una di quelle mattine d’autunno in cui non abbiamo bisogno di correre.
La prima cosa che farei sarebbe aprire leggermente una finestra.
C’è qualcosa nell’aria fresca di ottobre che mi fa immediatamente percepire il cambio di stagione. Quel momento in cui la casa è ancora calda ma da fuori entra un’aria abbastanza fredda da farci venire voglia di chiudere subito la finestra e recuperare una felpa.
Poi preparerei qualcosa di caldo.
Caffè, tè, cappuccino, quello che preferite. La bevanda conta relativamente; è il gesto che mi interessa.
Perché uno dei piccoli lussi delle giornate lente è proprio questo: bere qualcosa senza farlo mentre stiamo già facendo altre cinque cose.
Niente tazza dimenticata sulla scrivania.
Niente caffè bevuto in piedi.
Oggi ci sediamo.

Una colazione che profuma d’autunno
Se vogliamo fare le cose per bene, anche la colazione deve partecipare.
Non serve preparare una tavola da servizio fotografico autunnale. Basta qualcosa che normalmente non ci concediamo il tempo di fare.
Pane tostato con cannella.
Porridge caldo con mela e noci.
Pancake.
Una fetta di banana bread.
Oppure semplicemente pane, burro e marmellata con una tazza di tè.
La cosa che mi piace delle colazioni autunnali è che possono tornare a essere calde.
D’estate voglio frutta fresca, cose veloci e possibilmente qualcosa che non richieda di accendere nulla. A ottobre ricomincia invece quella stagione in cui il profumo della cannella in cucina sembra improvvisamente una scelta perfettamente razionale.
E se vogliamo aggiungere un pizzico di atmosfera da strega, possiamo usare proprio le spezie.
Cannella, chiodi di garofano, zenzero, noce moscata.
Non servono per preparare una pozione.
Ma ammettiamolo: mescolarle in una tazza fumante dà comunque una certa soddisfazione.
10:00 – È il momento di uscire
Una strega cozy non può passare tutta la giornata sul divano.
O almeno non ancora.
Prima dobbiamo uscire.
Ottobre è uno dei mesi in cui amo di più camminare senza una vera destinazione. Non fa più quel caldo che rende qualsiasi movimento una pessima idea e, se siamo fortunati, alberi e parchi iniziano a cambiare colore.
Quindi scarpe comode, qualcosa di caldo e via.
Non serve andare in un bosco sperduto.
Può essere un parco, una strada di campagna, un sentiero vicino a casa o semplicemente un quartiere con abbastanza alberi da ricordarci che siamo in autunno.
E questa volta proverei a fare una cosa semplicissima: guardare davvero quello che c’è intorno.
Le foglie.
I colori.
Le castagne a terra.
I rami.
I funghi che spuntano dove normalmente non li noteremmo.
Non dobbiamo raccogliere tutto quello che incontriamo e trasformare la cucina in un laboratorio di erboristeria. Anzi, soprattutto con funghi e piante che non conosciamo, è decisamente meglio limitarsi a guardare.
Possiamo però portarci a casa una bella foglia caduta, qualche castagna non destinata al consumo o semplicemente una fotografia.
La nostra pozione per oggi può tranquillamente essere una passeggiata.
11:30 – Un piccolo bottino autunnale
Se durante la passeggiata passo vicino a un mercato, a un fruttivendolo o a un piccolo negozio, farei una deviazione.
Zucca.
Mele.
Pere.
Castagne.
Erbe aromatiche.
Pane appena fatto.

Non serve comprare tutto. Mi piace semplicemente l’idea di scegliere qualcosa che useremo più tardi per preparare il pranzo o la cena.
È una cosa banalissima, eppure cambia completamente il rapporto con quello che cuciniamo.
Invece di aprire il frigorifero alle sette di sera e chiederci disperatamente cosa mangiare, abbiamo già un ingrediente che ci aspetta.
E oggi sceglierei una zucca.
Perché se stiamo organizzando una giornata da strega in ottobre e torniamo a casa senza una zucca, credo che qualche regola non scritta dell’universo venga infranta.
12:30 – Il calderone
Finalmente.
È arrivato il momento del calderone.
Che nella mia cucina sarebbe semplicemente una pentola.
Ma oggi possiamo concederci di chiamarlo calderone.
Preparerei qualcosa che richieda un po’ di tempo e che riempia la casa di profumo mentre cuoce.
Una zuppa di zucca e castagne.
Una vellutata di patate e porri.
Una zuppa di cipolle.
Oppure qualcosa di ancora più semplice, purché sia caldo e si possa mangiare da una ciotola.
È questo il tipo di cucina che associo all’autunno.
Ingredienti messi insieme senza fretta, qualcosa che sobbolle sul fuoco e la possibilità di assaggiare ogni tanto con il cucchiaio fingendo che sia strettamente necessario per la riuscita della ricetta.
Forse è questa la vera magia delle streghe cozy.
Trasformare una pentola di verdure in qualcosa che ci fa sentire immediatamente a casa.

14:00 – Nessun programma
Questa è probabilmente la parte più difficile dell’intero rituale.
Non fare niente di produttivo.
Non sistemare qualcosa perché “già che sono a casa”.
Non aprire il computer per controllare una cosa veloce che inevitabilmente diventerà un’ora.
Non decidere che questo è il momento perfetto per riorganizzare un armadio.
Ci prendiamo un’ora senza doverla giustificare.
Possiamo mettere della musica, sederci sul divano, sfogliare una rivista o semplicemente guardare fuori dalla finestra.
Mi piace l’idea che una giornata cozy non debba essere riempita fino all’ultimo minuto di attività cozy.
Altrimenti abbiamo semplicemente trasformato il relax in un’altra lista di cose da completare.
E credo che sarebbe un po’ un controsenso.
15:00 – Un libro, ovviamente
A questo punto non poteva mancare.
Scegliamo un libro.
Può essere quello che stiamo già leggendo oppure qualcosa scelto apposta per l’atmosfera.
Una storia di streghe.
Un mistero.
Un romanzo ambientato in un vecchio paese.
Qualcosa che abbia dentro boschi, leggende, case antiche o semplicemente una storia nella quale abbiamo voglia di sparire per qualche ora.
Dopo il libro del mese, sappiamo già che Il Codice delle Ombre sarebbe perfetto.
Ma oggi non voglio trasformare neanche la lettura in un obiettivo.
Non dobbiamo leggere cento pagine.
Non dobbiamo finire il capitolo.
Non dobbiamo recuperare niente.
Prepariamo qualcosa da bere, troviamo il punto più comodo della casa e leggiamo finché ne abbiamo voglia.
Dieci pagine o cento non cambia nulla.
16:30 – Prepariamo qualcosa solo per il profumo
Questa potrebbe essere una delle mie parti preferite.
Cucinare qualcosa che faccia profumare tutta la casa.
Non deve essere necessariamente complicato.
Mele al forno con cannella.
Biscotti.
Una torta semplice.
Cinnamon rolls, se abbiamo voglia di impegnarci un po’ di più.
Oppure una teiera con mela, cannella e spezie lasciata in infusione.
Il profumo è una parte enorme dell’atmosfera di una casa e in autunno possiamo praticamente costruirlo.
Cannella e mela e improvvisamente è ottobre.
Vaniglia e burro e la casa sembra più calda.
Chiodi di garofano e arancia e iniziamo già pericolosamente ad avvicinarci al Natale.
Qui bisogna fare attenzione.
Siamo ancora nel territorio delle streghe.

17:30 – Quando arriva il momento delle candele
Questa è l’ora in cui la giornata comincia davvero a cambiare.
Fuori la luce diminuisce e possiamo finalmente accendere qualche candela o una lampada più calda.
Non serve trasformare la casa in una cripta medievale.
Anche perché vorremmo arrivare vivi alla fine del nostro rituale e riempire ogni superficie di fiamme libere non mi sembra un’idea particolarmente saggia.
Ne bastano poche.
E se avete animali in casa, bambini o semplicemente la mia stessa capacità di urtare accidentalmente qualsiasi cosa, le candele LED sono un’invenzione meravigliosa.
Quello che vogliamo ottenere non è una scenografia.
È quella sensazione per cui, appena fuori diventa buio, la casa diventa il posto in cui vogliamo essere.

18:30 – Una piccola pozione
Adesso sì.
Prepariamo una pozione.
Ma visto che non conosco nessuna ricetta affidabile per l’eterna giovinezza e preferirei evitare di evocare accidentalmente qualcosa in cucina, restiamo sulle bevande calde.
Possiamo preparare un chai speziato, un tè alla mela e cannella, una cioccolata calda oppure una semplice tisana.
La parte divertente è trattarla come se fosse davvero una piccola pozione.
Scegliere le spezie.
Sentire i profumi.
Mescolare lentamente.
Usare quella tazza bellissima che teniamo nell’armadio aspettando un’occasione speciale.
L’occasione speciale può tranquillamente essere un martedì sera di ottobre.
Non credo serva altro.
19:00 – Cena da strega
Per cena continuerei sulla stessa strada.
Qualcosa di semplice, caldo e stagionale.
Una pasta con zucca e burro nocciola.
Funghi.
Una torta salata.
Pane caldo con formaggio.
Oppure possiamo semplicemente mangiare quello che è rimasto dal nostro calderone di mezzogiorno.
Anzi, probabilmente una zuppa riscaldata è ancora più buona.
Non apparecchierei in modo particolare.
Mi limiterei a spegnere la luce più forte, lasciare accesa una lampada e magari mettere della musica in sottofondo.
Perché spesso non è quello che facciamo a cambiare l’atmosfera di una giornata.
È come lo facciamo.
20:30 – Film da strega
A questo punto il divano è inevitabile.
Coperta.
Luci basse.
Qualcosa da bere.
E un film.
Qui possiamo scegliere il livello di stregoneria che preferiamo.
Se vogliamo qualcosa di divertente e nostalgico, Hocus Pocus è praticamente obbligatorio.
Se vogliamo qualcosa di più romantico e autunnale, Practical Magic.
Se preferiamo una serata un po’ più oscura, possiamo spostarci verso horror e folklore.
Oppure possiamo ignorare completamente il tema e guardare il film che ci fa stare bene.
Perché il vero rituale cozy non è rispettare un’estetica.
È costruire una serata che abbiamo realmente voglia di vivere.

Prima di dormire: cinque minuti senza schermo
E alla fine della giornata farei un’ultima cosa.
Prima di andare a letto lascerei il telefono da parte per cinque minuti.
Non mezz’ora.
Non un’ora di meditazione.
Cinque minuti.
Preparerei la camera, aprirei magari per un attimo la finestra per far entrare l’aria fresca e penserei semplicemente alla giornata.
Non a quello che devo fare domani.
A quella appena passata.
Perché il punto di tutto questo rituale non era fingere di essere una strega.
Era accorgerci delle cose.
Del profumo del caffè.
Dell’aria fredda.
Delle foglie durante la passeggiata.
Della zuppa sul fuoco.
Di un capitolo letto senza guardare l’orologio.
Di una casa illuminata in modo diverso dal solito.
Piccole cose che normalmente esistono comunque, ma alle quali non prestiamo attenzione.
Forse essere cozy significa proprio questo
Quando penso all’estetica della strega contemporanea mi fa sorridere quanto sia cambiata rispetto alle storie che abbiamo raccontato all’inizio del mese.
La donna che un tempo veniva immaginata sola in una casa ai margini del bosco oggi, sui nostri schermi, sembra quasi avere trovato la vita ideale.
Coltiva erbe.
Legge.
Cucina.
Cammina nella natura.
Conosce le stagioni.
Ha un gatto.
Non risponde alle e-mail.
Onestamente, comincio a capire il fascino.
Naturalmente è un’immagine romantica che abbiamo costruito noi. Ma forse possiamo prenderne qualcosa senza bisogno di credere nella magia.
Possiamo rallentare.
Possiamo cucinare qualcosa invece di fare tutto di corsa.
Possiamo uscire a camminare senza trasformare anche la passeggiata in una prestazione.
Possiamo leggere perché ci piace.
Possiamo accendere una candela semplicemente perché rende più bella una sera qualsiasi.
E soprattutto possiamo concederci una giornata in cui non dobbiamo essere produttivi per forza.
Il mio vero rituale di ottobre
Alla fine credo che il rituale cozy perfetto non abbia bisogno di ingredienti particolari.
Non serve vivere in una casa nel bosco.
Non serve avere un camino.
Non serve comprare venti decorazioni autunnali e sicuramente non serve trasformare ogni momento in una fotografia perfetta.
Bastano alcune ore vissute un po’ più lentamente.
Una passeggiata.
Qualcosa di caldo.
Un libro.
Una casa in cui abbiamo voglia di tornare.
Forse la vera magia è molto meno spettacolare di quanto raccontano le storie.
Forse è semplicemente riuscire, ogni tanto, a guardare una giornata normale e pensare:
oggi non devo correre da nessuna parte.
E dopo un ottobre passato tra streghe, processi, leggende e libri, credo che questa sia la versione della magia che preferisco portarmi a casa.
Ma manca ancora un ultimo appuntamento.
E questa volta la data non potrebbe essere più perfetta.
Il prossimo articolo uscirà il 31 ottobre.
Dopo aver passato un mese intero a parlare di streghe, non potevamo certo arrivare fino a qui e ignorare la notte in cui fantasmi, mostri e creature spaventose diventano improvvisamente i benvenuti davanti alle nostre porte.
Per chiudere ottobre dobbiamo quindi farci un’ultima domanda:
perché ci piace così tanto avere paura?
Ci vediamo ad Halloween.

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